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Quello che non ti ho mai detto di Celeste NG


Quello che non ti ho mai detto, titolo originale Everything I never told you, è edito in Italia da Bollati Boringhieri  e si tratta del libro d'esordio dell'americana Celeste Ng.
Ho acquistato questo libro in ebook in seguito ad un'offerta lampo di Amazon quasi per caso, come mi è capitato per molte buone letture.
Il libro è ambientato nel 1977 nella provincia americana, i protagonisti sono i cinque membri della famiglia Lee. Il libro si apre con la scomparsa di un'adolescente: Marilyn la mattina apre la porta della stanza da letto della figlia sedicenne Lydia e non la trova. Lydia verrà ritrovata annegata nel lago vicino a casa qualche giorno dopo. I genitori non riescono a trovare significato in quanto è successo;  questo evento mostrerà loro che l'immagine di Lydia che hanno non corrisponde alla realtà.
In apparenza la famiglia Lee è una normale famiglia americana, già dalle prime pagine si scopre che James, il capofamiglia, è di origine cinese mentre Marilyn è americana. 
I personaggi sono tratteggiati in maniera eccezionale, prendono forma letteralmente pagina dopo pagina, con la giusta gradualità, ora che ne sto scrivendo mi sembra di averli davanti.
Il libro svela poco per volta e in modo assai abile, le relazioni che legano i diversi membri della famiglia a partire dalla costituzione della coppia genitoriale, mostrando le falle nelle personalità dei due genitori, seguendo alcuni eventi cruciali che hanno determinato  fondamentali aspettative in Marilyn e James nei confronti della propria esistenza. Si vede lungo tutto lo svelamento che l'autrice fa, come il percorso di vita di Marilyn e James, l'idea che hanno di loro stessi e le loro aspettative, vengano proiettate sulla famiglia e in particolare su Lydia, fino a rendere palese e quasi inevitabile quello che accade alla ragazza: Marilyn con un rapporto distorto con la madre e che sognava di essere il suo opposto per poi trovarsi a vivere una vita che ad un certo punto scopre essere quella che aveva fatto di tutto per evitare. James che non vuole sentirsi l'emarginato, che insegna la storia dei cowboys americani all'università quasi a voler sottolineare quanto desideri essere americano, essere omologato agli altri. Marilyn e James che si scelgono.

Leggendo ho provato tanta rabbia, prima di tutto per la grande incomunicabilità che caratterizza le relazioni all'interno della famiglia Lee e la non autenticità degli scambi comunicativi, in secondo luogo per quello che provano gli altri due figli della coppia, Hannah e Nath che rappresentano quasi la speranza, il lato positivo, le figure vincenti. Hannah e Nath mi hanno fatto tanta tenerezza.
Una volta arrivati alla fine è come se si vedessero con grande semplicità e linearità gli intricati percorsi che hanno portato negli anni al sedimentarsi di determinate dinamiche relazionali e allo sviluppo delle diverse personalità, come se l'evento che apre il libro fosse l'unico modo possibile in cui potevano andare le cose, ma forse le cose non sono andate proprio così come alla fine ci sembra logico, forse c'era ancora speranza, forse l'evento è ancora più amaro...
Davvero un libro intenso che ho divorato, un libro che piacerà sicuramente a chi ama storie di famiglie e romanzi psicologici.

Commenti

  1. Ciao! sono approdata qui tramite la tua recensione di Caffé Babilonia, e ho visto che abbiamo qualche lettura in comune (tra cui questa, che a me è piaciuta tantissimo!).
    Mi aggiungo ai lettori fissi!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma grazie! !! Mi fa piacere che le mie riflessioni vengano lette :)
      Questo libro "si è infilato" tra altre due letture che stavo facendo e ha preso il sopravvento da quanto ha catturato i miei pensieri! !!

      Elimina

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